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Pubblicazioni

Libro_Antropologia_AmoreAntropologia dell’amore

Eros e culture

Collana: Biblioteca di cultura (721)
Autore: Dino Burtini
Argomento: Antropologia culturale
2011, pagine 202, € 22,00 € 18,70 (-15%)
ISBN: 978-88-7870-567-8

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Il mistero dell’attrazione appare insondabile, ma chi di voi non ha provato almeno una volta nella vita l’incanto dell’amore, l’innamoramento, la passione? Si tratta di un’esperienza così universalmente diffusa che sfugge a qualunque definizione: ”Amore, impossibile a definirsi!” direbbe Giacomo Casanova.
Il testo affronta uno dei nodi essenziali della riflessione e dell’esperienza esistenziale dell’umanità, esso esplora il sentimento amoroso nei diversi contesti culturali analizzati personalmente dall’autore attraverso la ricerca sul campo e l’esame delle fonti.
L’amore è una chiave perfetta per cogliere i dati fondamentali di una cultura, perché esso interessa la sfera più profonda della personalità umana. Il lavoro è una descrizione attenta e intrigante dei comportamenti umani relativi alla vasta sfera dei modi di agire, individuali e sociali, legati all’amore (le feste della pubertà, i rituali dell’unione, il corteggiamento, l’adulterio, la sessualità, l’eros), sentimento che coinvolge sempre e inevitabilmente l’intera complessità dell’individuo, dal piano biologico a quello psichico, a quello intellettuale, a quello etico. Aspetti che vengono analizzati in chiave comparativa mettendo a confronto la realtà occidentale ed europea in particolare con quella dei popoli di interesse etno-antropologico.
L’autore si muove alla ricerca delle modalità con cui l’amore si manifesta e soprattutto si ritualizza, nella mentalità (cioè nei valori) e nei comportamenti di altre culture, ricorda come amore e sessualità contengano emozioni e significati psicologici e antropologici che sono il prodotto, a volte conflittuale, di pulsioni naturali frammiste ad esperienze sociali, morali e religiose.
L’amore e l’eros diventano veicolo di relazione e scambi comunicativi tra gli uomini.


Libro_InPrincipioIn principio dio creò i Masai

Dalla savana alla città

Autore: Dino Burtini
Collana: Biblioteca di cultura (669)
2005, pagine 250 con illustrazioni, €18,00 € 15,30 (-15%)

ISBN: 978-88-7870-002-4
Disponibile solo presso Bulzoni Editore

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MAASAI è il nostro nome, il nome del nostro popolo. I nostri Padri ci dicono che i Maasai sono venuti dal Nord, dove la terra è sabbia e un grande fiume scorre attraverso di essa, e nessuno sa dove finisce. Non vi è erba per il bestiame, in quella terra, né cibo per la gente, e per sopravvivere i Maasai furono costretti a cercare un altro posto, a scendere verso il Sud…

Così i Maasai raccontano la loro storia, tramandata oralmente di generazione in generazione. Essi sono un popolo di origine nilotico-camitica, come denotano bene le loro caratteristiche somatiche. Alti, slanciati, il capo dolicomorfo, hanno un portamento fiero ed elegante. Anche la lingua che essi parlano, il maa, è di origine nilotica. Popolo di pastori e guerrieri, in origine essi furono prevalentemente nomadi. Oggi alternano al vagabondare in cerca di acqua e pascolo lunghi periodi di sosta in insediamenti fissi. Negli ultimi anni alcuni di loro hanno subito il fascino delle novità offerte dalle città e dal contatto con i turisti.

Dino Burtini presenta con questa monografia un’immagine esaustiva del complesso mondo culturale dei Maasai attraverso un lavoro nato in vista di due obiettivi distinti e sviluppatosi in due parti. Da un lato l’autore ha cercato di analizzare la struttura socio-culturale tradizionale, alla luce del materiale bibliografico raccolto e studiato, reperito sia nelle biblioteche italiane che negli archivi nazionali di Nairobi. Dall’altro, con la ricerca sul campo, ha voluto osservare da vicino un piccolo gruppo di Maasai residenti a Malindi, una città costiera del Kenya altamente turistica, per analizzare come essi abbiano adattato la loro cultura e il loro stile di vita alla realtà urbana modernizzata. Una monografia esauriente e ricca di spunti critici che attraverso un’indagine rigorosa e al contempo appassionata, tenta di ribadire l’importanza dei testi etnografici, che restano pur sempre il filo che ci lega a mondi culturali passati e presenti diversi dal nostro.


Libro_3TigriTre Tigri Pigre

Nel teatro della vita

Autore: Dino Burtini
Collana: Il Traghettatore
2008, pagine 100 con illustrazioni, € 7,60 € 6,46 (-15%)

ISBN: 978-88-88745-10-7
Disponibile presso IBS.it

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Dino Burtini, psicologo ed antropologo globetrotter, concorde con il pensiero di Goffman secondo il quale “tutto il mondo è un palcoscenico”, ci regala un racconto strutturato come fosse una piece teatrale, perché il teatro è la metafora della vita più adatta ad illustrare le regole dell’interazione sociale abbracciando il mito con la realtà. A sostegno di questa tesi, Burtini riporta la spensierata affermazione di un suo paziente, il quale, un giorno, gli confessò: “Dottore, a volte sto così bene che la mia vita mi sembra un film, anzi, un teatro…”. Da qui la decisione di narrare e mettere in scena le vicende di tre amici, Max, Riccardo e Beppo, e delle loro avventure lungo le strade d’Europa, dove scorrazzano a bordo di moto sgangherate proponendosi ciascuno ora Don Chisciotte, ora Sancho Panza dell’altro.

Il linguaggio semplice e colorito, le vicende ingenue e gustose, la narrazione divertente, le storie spensierate, gioiose, a tratti persino comiche, rendono il racconto, seppur leggero, una splendida ed appassionata metafora della vita, capace di colpire il cuore del pubblico strappandogli un sorriso, così come di ottenere l’apprezzamento della critica, testimoniato dalla vittoria del primo Premio Letterario “Massimiliano Gatto”, la cui giuria era presieduta dal giornalista Piero Angela e dal regista Pupi Avati. Un’opera leggera che affida alla satira ed all’ironia la presa di coscienza dei vizi e dei peccati umani.


Libro_pubblicitaLa pubblicità tra Mytos e Logos

Uno studio psico-antropologico

Autore: Dino Burtini
Collana: Libreria dell’Università Editrice
2002, pagine 147

 

 

Analizzare la pubblicità come “fenomeno sociale” contemporaneo è un metodo dovuto e reso necessario dal fatto che essa rappresenta una componente evidente ed oggettiva del vivere quotidiano.
L’operazione di recupero della vasta dimensione dei segni e dei simboli veicolati dalla comunicazione pubblicitaria, risulta, da altra angolazione, una metodologia tecnico-scientifica da rivalutare con estrema attenzione. Infatti essa mira a far emergere vigorosamente i fondamenti “significanti” del sistema simbolico collettivo.
Studiare ed analizzare il simbolo vuol dire scandagliare e far emergere la connotazione e la più intima struttura delle nostre emozioni, dei nostri valori. Negli anni ‘30 lo spagnolo Josè Ortega y Gasset sosteneva: “le idee si hanno, nei valori si stà”. I tecnici pubblicitari odierni sanno bene della corrispondenza biunivoca tra valori personali e scelte d’acquisto.
La metodologia operativa di Dino Burtini si presenta lineare e di ampio respiro teoretico. Essa è arricchita da un approccio interdisciplinare che spazia dall’antropologia, dalla psicologia fino alle politiche di marketing dei servizi piuttosto che dei beni industriali.
Nella prima parte, l’autore fornisce i lineamenti per una definizione tecnica del concetto di pubblicità direttamente collegata ad una evidente dimensione economica. La descrizione dell’evoluzione temporale della pubblicità, invece, si presenta connessa allo sviluppo del contesto economico e sociale del mondo occidentale. Doveroso e circostanziato il richiamo alle teorie pubblicitarie classiche, dominate dal pensiero dei ricercatori americani della prima metà del secolo scorso, massicciamente finanziati dalla grande industria.
Nella seconda parte il fenomeno pubblicitario è presentato come un processo legittimante delle economie liberali. La pubblicità porta in sé un’ideologia, ovvero una precisa visione del mondo. Attraverso lo studio della pubblicità è quindi possibile comprendere meglio la nostra società. Essa non produce nuovi valori, ma indubbiamente è in grado di riflettere i valori e gli atteggiamenti dominanti e quindi più diffusi.
La comunicazione pubblicitaria denota una elevata carica simbolica. Il simbolo rappresenta, per eccellenza, l’idea di relazione e di legame privilegiato; questa fondamentalmente è la sequenza dinamica in grado di far scaturire la persuasione dall’emozione.
Dal punto di vista antropologico la pubblicità è nettamente dominata dal “mythos”. Essa infatti trasferisce costantemente messaggi fascinatori e convincenti, ammalianti, spesso al confine con la dimensione magica.
I messaggi pubblicitari, frequentemente, propongono per mezzo di uno spot televisivo piuttosto che di un inserto di una rivista, un vero e proprio “rito” attraverso il quale viene fondata una peculiare e parcellizzata realtà.
Similmente agli “atti cosmogonici” retaggi di primordiali società, i messaggi pubblicitari entrano nelle nostre case e nelle nostre biografie stimolando nuove sinapsi, talvolta modificando anche il nostro linguaggio.
Attraverso sofisticate strategie di convincimento viene presentata la costruzione di un mondo preciso e strutturato. Dotato di senso e rassicurante. Un mondo dove è molto facile esprimere le nostre scelte di consumo.

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