Psica

Ci trovi in Via Michelangelo, 14 a Pescara (PE)

Tempisticha e Linee Guida per la stesura dell'elaborato finale

Indice

  1. Tempistica
  2. Criteri grafici
  3. Frontespizio
  4. Indice
  5. Introduzione
  6. Stesura dell’elaborato
  7. Conclusione
  8. Le note
  9. La citazione Bibliografica
  10. La bibliografia
  11. La sitografia
  12. Discussione testi

1. Tempistica

Per la preparazione della prova finale, l’allievo sulla base dei propri interessi, contatta, entro l’ultimo anno di corso, direttamente il docente dell’insegnamento nel quale intenda sostenerla; tale docente sarà il “relatore”. Nel caso in cui lo studente non possa, per questa via, ottenere l’assegnazione di un argomento, il Direttore della Scuola provvederà d’ufficio a nominare un relatore, con il quale lo studente dovrà prendere contatto telefonicamente o via mail per definire l’argomento dell’elaborato e le relative modalità di svolgimento. La direzione si riserva la possibilità di valutare la proposta di un eventuale relatore esterno alla Scuola su indicazione dello studente.

SESSIONE ORDINARIA – SETTEMBRE- (anno successivo al triennio):

Terminato il regolare triennio, l’allievo può presentare il Modulo di Richiesta Tesi per candidarsi alla sessione ordinaria che si terrà a Settembre dell’anno successivo al Triennio completato.

  • Inviare tramite mail a info@psica.eu  o  consegnare a mano presso la sede PSICA in via Michelangelo, 14, il Modulo della Richiesta Tesi/ Quota di Iscrizione(in allegato) entro  e non oltre il 15 febbraio dell’anno successivo al triennio terminato;
  • Inviare la tesi tramite mail a info@psica,eu  con frontespizio compilato, indice,  note e bibliografia (elaborato soggetto ad alcune modifiche/integrazioni post feedback inviato dalla Direzione)  entro e non oltre il 15 luglio;
  • Inviare tramite mail a info@psica.eu o consegnare a mano presso la sede PSICA in via Michelangelo, 14 il Domanda di ammissione/idoneità all’esame finale  entro e non oltre il 20 agosto;
  • Consegnare a mano presso la Segreteria Didattica in Via Michelangelo, 14 Pescara, la tesi definitiva, stampata e rilegata (una copia per la Scuola e una copia per il Relatore) entrola prima settimana e non oltre dalla data di discussione. 

 

SESSIONE STRAORDINARIA – MAGGIO :

L’allievo ha la possibilità di ricandidarsi per la sessione straordinaria comunicandolo tramite  mail a info@psica.eu, senza dover riconsegnare il Modulo di Richiesta tesi. Laddove invece non fosse stato consegnato in precedenza perchè l’allievo decide di candidarsi per la prima volta direttamente alla sessione straordinaria, è obbligatorio rispettare le seguenti scadenze:

  • Inviare tramite mail a info@psica.eu  o  consegnare a mano presso la sede PSICA in via Michelangelo, 14, il Modulo di Richiesta Tesi/Quota di Iscrizione entro e non oltre il 15 ottobre;
  • Inviare tramite mail a info@psica.eu la tesi con note e bibliografia tramite mail (non definitiva in quanto soggetta ad alcune modifiche/integrazioni post feedback inviate dalla Direzione) entro e non oltre il 15 marzo;
  • Inviare a info@psica.eu o consegnare a mano presso la sede PSICA in via Michelangelo, 14 la Domanda di ammissione/idoneità all’esame finale   entro e non oltre il  20 aprile;  
  • Consegnare a mano presso la Segreteria Didattica in Via Michelangelo, 14 Pescara, la tesi definitiva, stampata e rilegata (una copia per la Scuola e una copia per il Relatore) la prima settimana e non oltre dalla data di discussione.

 

La Tesi è un elaborato originale dello studente. L’argomento scelto deve essere sviluppato autonomamente dal candidato in un certo arco temporale sulla base delle indicazioni fornite dal relatore. La prova finale prevede la stesura di un elaborato individuale su una tematica concordata e svolta sotto la guida di un relatore. Tale elaborato può essere il resoconto di uno studio empirico condotto dal candidato, una circoscritta ricerca bibliografica o una sintesi critica di articoli scientifici su un definito argomento.

2. Criteri grafici

  • Il formato standard della carta è quello cosiddetto A4;
  • Carattere Times New Roman 12;
  • Interlinea 1,5;
  • Margini: 4 sx, 3 dx, 3 superiore e 3 inferiore.

Si ricorda, inoltre, che l’intero testo andrà GIUSTIFICATO, e andrà data la numerazione delle pagine (inserita a piacere, al centro o nell’angolo destro della pagina, in basso oppure in alto). E’ anche consentito all’interno inserire immagini o grafici a supporto dei contenuti teorici e della trattazione.

3. Frontespizio

Il frontespizio è possibile scaricarlo sul sito www.scuoladinaturopatiapsica.eu nella voce TESI DI NATUROPATIA (la pagina di frontespizio, oltre che in copertina rilegata,  va ripetuta all’interno della tesi subito dopo una pagina vuota iniziale, seguiranno le pagina con indice, premessa, introduzione, primo capitolo, e alla fine quella dei ringraziamenti).

4. Indice

La definizione dell’indice costituisce il punto di partenza e non di arrivo della stesura della Tesi di Laurea. L’indice, infatti, ha la funzione essenziale di costringere a delimitare il proprio campo d’indagine e, in tal modo, di chiarire anzitutto a se stessi quali debbano essere le tappe evolutive del proprio discorso. Va concepito come uno strumento dinamico, che potrà subire modificazioni anche molto significative con il procedere del lavoro, ma che non si dovrà mai perdere di vista.

L’indice deve essere redatto nel nome della semplicità e della chiarezza e deve registrare tutti i capitoli, sotto capitoli, paragrafi del testo, con la stessa numerazione, con le stesse pagine e con le stesse parole. Definire l’indice non significa solo dare un ordine sequenziale ai contenuti quanto, piuttosto, stabilirne uno sviluppo logico. Esso si inserisce preferibilmente all’inizio.

5. Introduzione (è anche possibile, ma non necessaria farla precedere da una breve Premessa)

L’introduzione e la conclusione si scrivono a fine lavoro. L’introduzione indica le premesse di carattere scientifico e le più recenti acquisizioni (citandone gli autori) da cui la ricerca ha preso spunto. Nell’introduzione viene principalmente enunciato lo scopo del lavoro.

Cosa scrivere in un’introduzione?

  • Argomento: Di cosa parla l’elaborato?
  • Letteratura: Quali sono i contributi individuabili nella letteratura sull’argomento? Esiste un dibattito, attualmente, sull’argomento dell’elaborato?
  • Obiettivi: Qual è l’obiettivo dell’elaborato?
  • Struttura: Come è articolato l’elaborato?

 

6. Stesura dell’elaborato

Nell’accingersi alla scrittura della prova finale conviene immaginare di rivolgersi a un ipotetico lettore che non è detto che conosca l’argomento di cui si sta parlando. Questo vuol dire che non bisogna dare nulla per scontato, che è necessario esprimere per intero il proprio pensiero e, se si usano termini “tecnici” come parole chiave del proprio discorso, occorre spiegarli la prima volta che li si usa. La trattazione dell’argomento dovrà essere strutturata in capitoli.

7. Conclusione

Nelle conclusioni (inserite necessariamente alla fine del testo) si opera invece una breve panoramica di quanto sviluppato nel corpo del testo, per fornire un ultimo sguardo d’insieme su quanto detto.

Cosa scrivere in una conclusione?

  • Cornice di riferimento;
  • Obiettivi;
  • Risultati.

 

8. Le note

Le note hanno funzioni diverse:

a) possono contenere osservazioni in margine al discorso condotto nel testo, ovvero ampliamenti che appesantirebbero il testo o digressioni difficilmente integrabili nel testo;

b) possono rinviare ad altre parti del testo dell’elaborato;

c) hanno lo scopo di registrare le fonti, che devono essere sempre dichiarate per rafforzare i propri argomenti.

Devono essere riportate a fondo pagina, scritte con un carattere più piccolo e con un’interlinea più stretta. Gli esponenti delle note nel testo precedono e non seguono i segni d’interpunzione (esempio: così³); con l’unica eccezione delle virgolette, che precedono l’esponente (esempio: «cos컳).

9. La citazione bibliografica

Le fonti della trattazione devono essere sempre dichiarate, attraverso la citazione bibliografica, sia per attribuire correttamente l’appartenenza dei concetti riportati, sia per rafforzare le proprie argomentazioni. La citazione può essere inserita direttamente nel testo oppure in nota. In entrambi i casi, l’elenco completo di tutte le fonti va riportato per esteso e in ordine alfabetico nella bibliografia finale.

Quando la citazione è inserita direttamente nel testo, si utilizza un formato abbreviato che prevede l’indicazione degli autori (senza nome né iniziale del nome) e la data di pubblicazione del lavoro (per esempio: Bruner, Goodnow & Austin, 1956). Quando gli autori sono tre o più, gli autori vengono indicati tutti solo alla prima citazione, mentre nelle citazioni successive è indicato solo il primo autore seguito da “et al.” oppure “e collaboratori” (per esempio: Bruner et al., 1956). Le parentesi racchiudono, a seconda delle esigenze, l’intera citazione o solo l’anno di pubblicazione. Quando la citazione è riportata in nota si utilizza un formato esteso (vedi esempi riportati nella sezione “Bibliografia”) e si osservano le convenzioni illustrate di seguito. 

10. La bibliografia

La tesi deve avere una bibliografia finale che raccolga tutti i testi citati nel testo o nelle note e anche quelli semplicemente consultati: il criterio deve essere quello della massima completezza possibile. Nella bibliografia le citazioni vanno riportate – seguendo le norme APA – in ordine alfabetico secondo il cognome degli autori e in ordine cronologico (dalla data di pubblicazione precedente a quella più recente) per quanto riguarda le opere dello stesso autore. La bibliografia va inserita alla fine dell’elaborato (dopo le conclusioni, non alla fine di ogni capitolo).

Di seguito sono riportati alcuni esempi, con la definizione della formattazione da adottare:

Un libro

  • Cognome dell’autore seguito dal nome puntato;
  • Titolo e sottotitolo del libro in corsivo e separati da un punto<;
  • Luogo di pubblicazione (si trova nel colophon, sul retro del frontespizio, dove trovate anche la Casa Editrice e la data di pubblicazione);
  • Casa Editrice;
  • Data di pubblicazione;

Esempio: Piva F., Storia di Leda. Da bracciante a dirigente di partito, Milano, Franco Angeli, 2008

Articoli in rivista

Quando si cita un articolo pubblicato in una rivista, si devono includere, nell’ordine e separati da virgole:

  • Cognome e nome puntato dell’autore dell’articolo;
  • Titolo dell’articolo in corsivo;
  • Titolo della rivista tra virgolette e preceduto da “in”;
  • Annualità (indicata con “a.” e in numeri romani) e numero della rivista (indicato con n. e in numeri arabi);
  • Data di pubblicazione;

Esempio: Balbo L., Le condizioni strutturali della vita familiare, in “Inchiesta”, a. III, n. 9, gennaio- marzo 1973.

11. La sitografia

On-line

Evnine, Simon (2001). “The Universality of Logic: On the Connection between Rationality and Logical

Ability.” Mind 110.438 (2001). 31 luglio, 2001.

<http://www3.oup.co.uk/mind/> (Visitato il 31 luglio, 2007)

Una pagina Web

“La depressione” dal sito PsicoSomaticaOnLine.com.

<http://www.psicosomaticaonline.com/depressione/index.html> (visitato il 2 febbraio, 2007).

12. Discussione Tesi

In sede di discussione il candidato potrà accompagnare la stessa con la proiezione di immagini (slide, power point ecc) o video inerenti la tesi.